L'INTERVENTO

Industria spaziale, Saccoccia: “Italia fra i grandi d’Europa, cavalchiamo l’onda”

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Con il 18,2% dei contributi all’Esa siamo vicini a Germania e Francia. Per il presidente dell’Asi è “un risultato epocale che può garantire ritorni al Paese”. Cruciale l’impegno del Governo. Il nostro Paese è leader nella navigazione, nell’Osservazione della Terra e nell’esplorazione umana e robotica

Pubblicato il 06 Dic 2022

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L’Italia sale sul podio. Ed è tra i grandi d’Europa. Nel settore spaziale il nostro Paese gioca ormai alla pari con i grandi Stati membri dell’Ue: è infatti terza per contributi all’Agenzia spaziale europea (Esa), con il 18,2%. Si avvicina a Germania (20,8%) e Francia (18,9%), le prime due della classe. 

“Si tratta di un risultato epocale”, ha affermato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, durante la presentazione martedì 6 dicembre dei risultati della Conferenza Ministeriale dell’Esa 2022 che si è tenuta a Parigi il 22 e 23 novembre. 

“Adesso l’interazione con Francia e Germania è del tutto diversa rispetto a quella di qualche anno fa”. Saccoccia ha spiegato che ora “l’Italia è molto più coinvolta nei processi decisionali ed è un cambiamento che il nostro Paese deve saper cavalcare”. Occorre “fare in modo che l’Italia possa avere un ruolo forte in alcuni settori per poter dettare legge anche nel confronto con Esa per organizzare i nuovi programmi”.

I settori di leadership italiani

Sui programmi spaziali opzionali, l’Italia è addirittura al primo posto per investimenti, con una quota che è aumentata del 40% rispetto al 2019: “È un segnale molto forte”, ha evidenziato il presidente dell’Asi. In particolare, risultano in crescita del 400% gli stanziamenti nel settore della navigazione, dove – sempre secondo Saccoccia – l’Italia detiene ormai la leadership in tutti i segmenti, mentre l’osservazione della Terra resta l’area in cui investiamo di più a livello nazionale, con oltre la metà del budget complessivo. 

Per i programmi opzionali l’Italia ha contribuito per 2 miliardi e mezzo – ha precisato il numero uno dell’oasi -. I tre settori importanti confermati in termini di impegno finanziario sono: esplorazione, umana e robotica, trasporto spaziale e osservazione della Terra. Ci tengo però a specificare come in ogni area ci sono state sottoscrizioni importanti perchè su ognuna di queste aree c’era l’interesse e il dovere di creare opportunità per il nostro ritorno industriale. Per la parte obbligatoria la sottoscrizione sui 3 anni è di 348 milioni di euro, poco più di 100 milioni di euro all’anno”.

Esplorazione dello Spazio: +43% di fondi

Nel settore dell’esplorazione umana e robotica dello Spazio c’è stato forse il cambiamento più rilevante: l’Italia ha aumentato i finanziamenti in questo settore del 43%, mentre la Germania ha dovuto diminuire i fondi messi a disposizione. “Quindi siamo ormai quasi alla pari con i tedeschi – ha rimarcato il presidente Asi – e molto sopra i francesi”. Il nostro Paese è addirittura il primo contributore per il Lunar Lander, un esploratore robotico che dimostrerà le principali tecnologie europee e condurrà esperimenti scientifici sulla Luna: “È un programma che ha bisogno di essere ancora molto sviluppato, quindi avremo la possibilità di influenzare notevolmente la direzione del progetto”.

Industria spaziale, motore di crescita

Ad accrescere il ruolo dell’Italia, che le consente di schierarsi fra i Paesi big del settore, ha contributo di sicuro il nuovo corso delle politiche per lo Spazio. Alla ministeriale Esa di Parigi, ha osservato Saccoccia, “dal Governo abbiamo avuto dimostrazione dell’importanza del ruolo assegnato al settore spaziale come motore di crescita” e “il ministro Adolfo Urso ha mostrato una attenzione particolare”. 

Per Saccoccia, il settore “ha una maturità tale da poter garantire ritorni al Paese”. A Parigi, prosegue, “l’idea era di rafforzarsi tra i Paesi importanti in Europa e dare ai grandi player e gruppi industriali la possibilità di confermare la loro leadership, ma creare anche nuove opportunità per industria e player più piccoli e avviare un posizionamento per il futuro” . 

I finanziamenti italiani per i programmi europei

Durante l’evento organizzato dall’Asi, Fabrizio Battazza, responsabile delle relazioni con l’Esa dell’Agenzia spaziale italiana, ha spiegato che sul programma europeo Space Safety “l’Italia ha investito circa 147 milioni di euro e siamo i secondi superati solo dalla Germania di soli 7 milioni di euro. Su Adrios siamo il primo Paese sottoscrittore con 60 milioni di euro”. 

Adrios è uno dei progetti del programma Space Safety che consiste in due attività: la continuazione della missione ClearSpace-1 per un servizio di de-orbiting/rimozione di un oggetto spaziale Esa attualmente in orbita e Adrios/Ios, ossia una missione commerciale per posizionare l’industria europea ed entrare nel mercato dello Ios, in orbiting servicing. L’Esa chiedeva una sottoscrizione totale per Adrios di 167 milioni di euro. Mentre su FutureEo, il programma di ricerca e sviluppo dell’osservazione della Terra dell’Esa, l’Italia è il secondo Paese per quantità di finanziamenti erogati, con 260 milioni di euro.

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