DIFESA

La Cina apre la caccia di asteroidi: nel mirino 202 PN1

Long Lehao, capo progettista dei vettori Long March, ha annunciato che l’Agenzia spaziale ha pianificato la sua prima missione difensiva e proverà nel 2026 a deviare un asteroide osservandone il comportamento successivo all’impatto. Il test prepara un sistema di difesa completo  

14 Lug 2022
Hera

Anche la Cina ha messo l’occhio sugli asteroidi ed ha pronta una missione che punta nel 2026 prima a deviare e poi ad osservare 202 PN1, un asteroide o, come lo definiscono meglio gli scienziati, un paragéo ovvero un oggetto spaziale che si trova all’interno del nostro Sistema Solare la cui traiettoria interseca quella della Terra.

Un Neo nel nostro sistema

In inglese si definiscono Neo (Near-Earth Object) e 202 PN1, scoperto nel 2020, ha un diametro di circa 40 metri e ha anche un’altra caratteristica: la sua traiettoria e quella del nostro Pianeta si sovrappongono per un breve tratto. Dunque rappresenta potenzialmente una minaccia e può essere oggetto di una missione cosiddetta difensiva. Che ne fosse in preparazione una da parte della Cina, lo si sapeva da aprile ed ora sono arrivati i primi dettagli da parte della Cnsa.

Gli studi precedenti della Cina sugli asteroidi

A illustrarli ci ha pensato Long Lehao, capo progettista della famiglia di missili Long March, in una lezione video che fa parte di una serie denominata “Science and Innovation China”. Gli scienziati cinesi stanno lavorando da tempo a modelli di impatto con gli asteroidi per innescarne la deviazione. Tra questi studi, c’è l’Assembled Kinetic Impactor (Aki) che prevedeva l’utilizzo di un razzo Long March 5, e il più complesso Enhanced Asteroid Deflector, che prevedeva dapprima una raccolta di materiale dall’asteroide potenzialmente pericoloso prima di creare con esso un impatto capace di deviarne in modo efficace la traiettoria.

Intercettazione in due momenti, come Aida

La missione pianificata alla fine dalla Cnsa si servirà di un razzo Long March 3B e si articolerà in due momenti: il primo sarà quello dell’impatto e il secondo si svolgerà invece con un modulo separato incaricato di osservare da vicino l’oggetto deviato. La missione dunque sembra una combinazione della missione Dart (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa e di Hera dell’Esa le quali infatti sono parte di un unico programma denominato Aida (Asteroid Impact and Deflection Assessment) e che ha preso di mira un oggetto ben più grosso: l’asteroide doppio 65803 formato da Dydimos, del diametro di 780 metri, e Dimorphos da 160 metri.

Test per un sistema completo

Come è noto, la Nasa ha lanciato lo scorso 21 novembre un razzo Falcon 9 che contiene un “deviatore” e una sonda di osservazione denominata LiciaCube realizzata dalla Argotec per l’Asi che sarà rilasciata 10 giorni prima dell’impatto, previsto per il 22 settembre prossimo, per osservarlo da vicino. Nel 2024 sarà lanciato il satellite Milani che raggiungerà l’asteroide doppio nel 2026 continuando a monitorarne la traiettoria e a studiarne morfologia e composizione grazie a tre strumenti, due dei quali realizzati in Italia dall’Istituto Superiore di Astrofisica e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La Cnsa ha anche annunciato che il test servirà a mettere a punto sistema di difesa organico, in grado di individuare con ampio anticipo tra gli asteroidi un pericolo potenziale e predisporre le dovute contromisure.

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