LA STRATEGIA

Space economy, l’Europa lancia il fondo Cassini: 1 miliardo di euro per le startup

Thierry Breton annuncia i pilastri del programma che punta a rendere l’Europa più competitiva e indipendente nei capitali e nelle tecnologie. Tra le nuove proposte legislative quella sul broadband satellitare. Opportunità per l’Italia col Pnrr

26 Gen 2022

Patrizia Licata

giornalista

La Commissione europea dà il via al fondo Cassini per lo spazio, “almeno un miliardo di euro” per sostenere la crescita delle start-up impegnate della space economy: lo ha annunciato il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, alla 14ma Space Conference dell’Ue. Cassini è lanciato con Eif a supporto delle imprese innovative dello spazio impegnate nella fase di scale-up.

“L’Europa ha un vivace ecosistema di start-up con idee e tecnologie dirompenti, ma molte di loro non riescono ad ottenere investimenti di capitale significativi in Ue quando hanno bisogno di espandersi e non hanno altra scelta che rivolgersi a investitori non-Ue. È un’enorme perdita per l’Europa e il Cassini Fund rappresenterà una svolta”, ha affermato Breton.

Cassini sarà unito a uno strumento di debito tramite la Bei per assicurare che “le aziende della nuova economia dello spazio abbiano accesso ai prestiti, in particolare quando non riescono ad accedervi a fonti tradizionali”, ha detto Breton.

La strategia: Galileo e modernizzazione di Copernicus

Il fondo Cassini fa parte di una più ampia strategia europea per rafforzare il ruolo dell’Ue nella space economy. Lo scenario in cui la strategia si inserisce è caratterizzato dalla crescita degli operatori privati, che unisce aziende piccole e grandi e cambia il modello di business dello spazio, ha detto Breton, dando all’Europa grande potenziale di crescita. Un altro elemento è che lo spazio sta diventando un terreno di scontro tra potenze, ed è un fattore  da considerare e che richiede di rafforzare la capacità di difesa dell’Ue.

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Su questo sfondo Breton ha delineato le direttrici della strategia spaziale dell’Europa. “La mia priorità numero uno sarà rafforzare i nostri attuali asset e svilupparli perché possano rispondere alle prossime sfide”. 

Si tratta del sistema Galileo per la navigazione satellitare e del programma Copernicus per l’osservazione della Terra, gestito da Commissione Ue e dall’Agenzia spaziale europea (Esa). In entrambi i casi Breton evidenzia come il valore di questi sistemi non sia di per sé sufficiente all’Europa per primeggiare, perché la concorrenza è sempre più intensa, soprattutto da attori privati. La seconda generazione di Galileo è già pronta, mentre per Copernicus Breton ha annunciato che presenterà la strategia di modernizzazione nelle prossime settimane.

Focus sui lanciatori: spazio ai micro-player

Anche sui lanciatori satellitari, dove l’Europa conta su Ariane e Vega, Breton intende potenziare la capacità di competere. Arriverà dunque una strategia europea a tutto campo per i lanciatori capace di preservare il posizionamento dell’Europa e garantire la sua autonomia per i prossimi 20-30 anni.

La Commissione europea lancerà formalmente anche la European Space launcher alliance per definire una roadmap tecnologica e un approccio olistico europeo ai lanciatori. Verranno rafforzate le attività esistenti ma anche aperti spazi per player piccoli.

Il ruolo della banda ultra-larga satellitare

La seconda priorità illustrata da Breton è preparare l’Europa alle realtà di domani per evitare di dipendere strategicamente da altri Paesi. L’Europa dovrà dotarsi di un’infrastruttura di connettività basata sullo spazio e Breton annuncia che presenterà una proposta legislativa nelle prossime settimane agli Stati-membro e al Parlamento europeo.

Questa infrastruttura dovrà fornire accesso internet in banda larga a tutti gli europei “mettendo fine alle zone morte”. Assicurerà ridondanza con l’infrastruttura terrestre in modo che l’Europa resti sempre online “qualunque cosa succeda”. L’infrastruttura sarà anche ultra-sicura grazie alla cifratura quantistica. Infine sarà “geopolitica” perché ridurrà la dipendenza dell’Europa da iniziative commerciali non europee. Fornirà anche all’Africa la connettività di cui il continente ha bisogno e sarà un’alternativa europea e la prima iniziativa Global Gateway.

L’infrastruttura userà satelliti Leo (orbita terrestre bassa) e offrirà servizi sia commerciali che per il governo. Breton chiede al parlamento e ai Paesi Ue di procedere spediti nell’iter di discussione e approvazione per avere i primi servizi punti nel 2024. 

La difesa nello spazio: cruciali AI, chip e quantum

La terza priorità è l’innovazione nel mondo dello spazio: ne farà parte la prima Space Partnership della storia, con cui la Commissione europea vuole riunire l’industria dello spazio, gli istituti di ricerca, le università e le autorità pubbliche con l’obiettivo di progettare, tramite roadmap tecnologiche, le iniziative di lungo termine per lo spazio e coordinare gli investimenti in innovazione nello spazio.

In questo ambito si inseriscono la facilitazione dell’accesso ai finanziamenti e il fondo Cassini per le start-up.

Infine, il quarto pilastro della strategia europea è la difesa nello spazio, di cui Breton ha già discusso con i ministri europei della difesa e l’alto rappresentate Ue per gli affari esteri Josep Borrell. Come parte dello Strategic Compass, l’Europa proporrà il prossimo anno una Space & Defence Strategy.

Breton sottolinea anche in questo ambito la necessità per l’Ue di ridurre le sue dipendenze tecnologiche e rafforzare la resilienza delle catene del valore in settori critici per lo spazio come il quantum computing, l’intelligenza artificiale e i chip. 

Le opportunità per l’Italia dal Pnrr

Secondo l’ultimo studio del Politecnico di Milano la Space economy nel mondo conta su investimenti governativi compresi fra globale tra 86,9 miliardi e 100,7 miliardi di dollari. Per entità di spesa, il 2021 ha visto l’Europa (con 11,48 miliardi di dollari) seconda nel mondo dopo gli Stati Uniti (43,01 miliardi di dollari); seguono Cina, Russia, Giappone e India.

I fondi previsti nell’ambito del Pnrr contribuiranno a dare un’ulteriore spinta al mercato: lo stanziamento diretto allo Spazio è pari a 1,49 miliardi di euro e riguarda le linee di intervento: SatCom, Osservazione della Terra, Space factory, Accesso allo Spazio, In-orbit economy e Downstream.

“L’Europa è nella fase in cui l’economia dello spazio può rafforzare il ruolo Ue nella definizione del prossimo decennio per un’economia giusta e sostenibile e la stessa Unione può ambire a un ruolo leader divento il facilitatore effettivo della cooperazione tra gli Stati e con i partner definendo un quadro di riferimento che potrebbe andare anche oltre lo spazio”, ha detto il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao.

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