L’APPROFONDIMENTO

Una nuova architettura industriale per il settore dello Spazio

Bisogna definire ruoli e responsabilità, migliorare la fiducia e puntare sul valore. Sviluppo di servizi, assemblaggio e produzione, gestione del traffico e standard le leve su cui fare forza per spingere la crescita. L’analisi di Deloitte

25 Apr 2023

Paolo Marelli

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L’industria spaziale ha bisogno di una nuova architettura di business che sia al passo con l’evoluzione tecnologica del settore. Secondo un’analisi Deloitte, occorrono nuove regole che disciplinino le interconnessioni e le interdipendenze tra governi, imprese, fornitori, clienti, università e centri di ricerca ed authority. Perché, senza una nuova architettura di business, lo sviluppo del comparto continuerà a essere frenato da barriere commerciali, difficoltà di accesso al mercato, eccessivi requisiti per ottenere i finanziamenti per le startup e una normativa oscura. 

Le leve della crescita

Nella sua analisi su come il settore spaziale possa crescere ulteriormente e rapidamente, Deloitte evidenzia quanto sia necessaria una nuova architettura industriale per il comparto allo scopo di definire nuovi ruoli e responsabilità, migliorare la fiducia e puntare sul valore. Mentre le leve per raggiungere questi obiettivi sono lo sviluppo di servizi di assistenza, assemblaggio e produzione di oggetti direttamente nello Spazio (Isam – in-space servicing, assembly, and manufacturing), una gestione del traffico spaziale (Stm – space traffic management) e nuovi standard satellitari.

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Ma per far maturare queste importanti attività spaziali in modo tale che possano rimodellare l’architettura dell’industria spaziale è indispensabile tracciare un percorso che a partire dallo scenario attuale indichi quali possano essere i principali bisogni per il settore nel futuro.

Il dilemma domanda-offerta

Attualmente, a livello globale, il settore spaziale sta affrontando un dilemma: è la domanda che deve trainare l’offerta o il contrario? È un bivio davanti al quale si sono trovati e si ritrovano spesso i comparti industriali in forte espansione: lo è stato in passato per il settore dell’auto, così come per le telecomunicazioni. Secondo Deloitte, risolvere questo rebus domanda-offerta – ossia stabilire chi faccia crescere chi, se la domanda o l’offerta – è urgente e cruciale per far correre il motore degli investimenti nel settore spaziale e abbattere i costi di produzione.

Regole e organizzazione

In questa prospettiva, un’architettura di business forte, coerente e organizzata aiuterebbe a guidare meglio il comparto, superando la fatica di oggi di integrare nuove attività spaziali, di accelerare lo sviluppo di nuovi servizi e di accrescere l’innovazione in ambiti come l’osservazione della Terra o la miniaturizzazione dei componenti elettronici per favorire la realizzazione di piccoli satelliti.

I tre grandi segmenti

Per costruire un’architettura industriale moderna e che faccia crescere il settore, stando all’analisi di Deloitte, è fondamentale che l’industria spaziale si focalizzi sui tre grandi segmenti di Isam, Stm e standard satellitari, creando un ecosistema basandosi su questi tre pilastri e facendoli avanzare insieme.

Produrre nello Spazio

A testimonianza dell’importanza dell’Isam, l’amministrazione americana Biden-Harris ha pubblicato una strategia nazionale che prevede l’utilizzo di satelliti e veicoli spaziali per la manutenzione, l’assemblaggio e la produzione di oggetti direttamente nello Spazio e un suo piano di attuazione. 

La crescita del segment Isam è importante in quanto farebbe risparmiare all’industria spaziale pubblica e privati parecchi costi di produzione. Basti pensare che i costi maggiori per la progettazione e realizzazione di un satellite sono concentrati per i pochi minuti della sua fase di lancio più che nei decenni di servizio in orbita.

Assembleare un satellite nello Spazio, dunque, permette di abbattere i costi, così come sviluppare servizi efficienti di manutenzione in orbita dei satelliti stessi non solo prolungherebbe la loro vita ma aiuterebbe ad assicurare una maggiore sostenibilità, riducendo il problema dei detriti spaziali.

Ma, sempre secondo l’analisi di Deloitte, per creare nuovo valore attraverso l’Isam sono necessari nuove regole tanto per i governi quanto per l’industria.

Traffico spaziale in aumento

Stm, la gestione del traffico spaziale, è un pezzo essenziale di una moderna architettura dell’industria spaziale non solo perché può migliorare la trasparenza, ma anche per garantire una maggior sicurezza. Come ha affermato il tenente generale John Shaw, vice comandante del comando spaziale degli Stati Uniti: “È il momento di agire. Siamo in una fase critica”. In orbita c’è troppo traffico e, in futuro, sarà destinato ad aumentare. Basti dire che, tra il 2021 e il 2022, il numero di avvicinamenti pericolosi tra satelliti è aumentato del 58%, mentre questo dato è cresciuto del 134% tra il 2020 e il 2022. Lo studio della Deloitte sottolinea come oggi non ci siano regole sufficienti per gestire il traffico spaziale, motivo per il quale è urgente che i governi intervengano su questo fronte scoperto.

Standard satellitari 

Per un’architettura di business nel settore, occorre creare degli standard satellitari. Essi sono un altro elemento chiave perché possono creare collegamenti commerciali tra le attività spaziali, anche a beneficio di Isam e Stm. 

Per capire quanto sia importante e urgente definire degli standard comuni per i satelliti può essere utile immaginare un settore dell’auto dove ogni casa automobilista sviluppasse modelli motori alimentari ognuno con un carburante differente, macchine con o senza indicatori di direzione, con o senza targa. La circolazione diventerebbe impossibile. 

Con un elevato incremento del numero di satelliti previsto per i prossimi anni, governi, industrie e università dovranno mettere a punto delle regole comuni.

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