LA SPERIMENTAZIONE

Osservazione della Terra: dati satellitari in aiuto dei decision-maker pubblici e privati

Presentato da Eurisy il progetto E-shape, parte dell’iniziativa europea EuroGeoss. Obiettivo: sviluppare servizi operativi di Earth observation in settori chiave della società, per rendere fruibili i dati a ricercatori, decisori politici e cittadini

17 Mag 2022

Veronica Balocco

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Valutare il rischio che un’inondazione estrema possa verificarsi, o al peggio ripetersi, in una zona critica del mondo, dove la popolazione è apertamente esposta agli eventi climatici e la carenza di infrastrutture rende potenzialmente devastante l’impatto di eventuali fenomeni catastrofici. Ma anche monitorare su ampia scala, e in modo continuativo, gli effetti del climate change sull’acquacoltura, sorvegliando lo stato di salute delle coste e arrivando, all’estremo, a fornire indicazioni agli operatori del settore per un migliore e più efficiente allevamento ittico.

Sono due fra i più emblematici casi d’uso che danno il senso dell’applicabilità di e-shape (EuroGeoss showcases: applications powered by Europe), il progetto finanziato dal programma quadro Ue Horizon 2020 e parte della più ampia iniziativa EuroGeoss che nasce con lo scopo di sviluppare servizi operativi di osservazione della Terra (Earth Observation, EO) con e per gli utenti in settori chiave della società, così da rendere fruibili i dati non solo ai ricercatori, ma anche ai decisori politici e ai cittadini.

Del progetto, dei suoi obiettivi, dei casi applicativi e delle prospettive del mondo EO si è parlato quest’oggi nel corso del workshop “Soluzioni di osservazione della Terra per città intelligenti, pianificazione urbana e marittima: progetti pilota pratici di e-shape”, organizzato da Eurisy (associazione senza scopo di lucro con sede a Parigi che riunisce agenzie spaziali, organizzazioni internazionali, istituti di ricerca e imprese private coinvolte o interessate ad attività spaziali in tutta Europa) in collaborazione con Earsc, il sodalizio delle aziende europee di telerilevamento, a Palazzo Rasponi dalle Teste a Ravenna. Un momento di confronto a più voci, che ha permesso di mettere in luce la nuova frontiera del dato satellitare come elemento di valore per una vasta gamma di potenziali utilizzatori finali, tra cui ricercatori, decisori politici ed esperti nei diversi settori della società e dell’economia, nei mercati verticali privati e pubblici e per gli utenti attivi nei principali settori sociali (ad esempio la protezione civile).

Affidabilità del dato per il decision making europeo

I dati satellitari, come quelli messi a disposizione dalle missioni Sentinel del programma europeo Copernicus, sono dati affidabili, obiettive e comparabili nel tempo, e riguardano ogni aspetto del monitoraggio terrestre: dallo stato del suolo a quello dell’aria, dell’acqua, della vegetazione e delle risorse e di tanto altro. La possibilità di accedere a questi dataset, uniti agli strumenti resi disponibili nell’ambito dei vari progetti pilot di e-shape (modelli di previsione meteorologica, citizen science, modelli idrologici e di previsione rischio incendi), rappresenta un punto di partenza cruciale nell’ambito del decision making europeo in termini di prevenzione del rischio. Inoltre, un adeguato accesso a informazioni implica spesso la possibilita’ per gli stessi utilizzatori di godere di una serie di benefici di carattere socio-economico tra cui ottimizzazioni dei processi interni, migliore utilizzo delle risorse, decision informate e puntuali, per citarne alcuni che favoriscono uno sviluppo sostenibile.

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Introdotto nelle sue linee generali da Annalisa Donati, segretario generale di Eurisy, e chiarito nei contorni più tecnici da Franceca Piatto di Earsc, il cuore del progetto e-shape è emerso nelle voci dei promotori dei casi d’uso presentati. Iniziativa unica che riunisce decenni di investimenti pubblici nell‘osservazione della Terra e nelle capacità del cloud in servizi per decisori, cittadini, industria e ricercatori, la sperimentazione promossa da e-shape oggi opera a beneficio di 7 settori chiave: agricoltura, salute, energia, ecosistema, acqua, disastri e clima. E tra i diversi settori industriali, è in particolare in quello marittimo che sono evidenti le tendenze ad un crescente ricorso da parte di enti pubblici e privati a soluzioni satellitari, al fine di garantire una gestione più attenta degli oceani e dei mari e delle loro risorse. 

Acquacoltura intelligente: il progetto pilota Rheticus

Alessandra Bleve, Business development assistant di Planetek, ha ad esempio illustrato le linee del progetto pilota Rheticus, finalizzato al monitoraggio satellitare per l’acquacoltura intelligente. Già attivo nel campo dell’allevamento delle cozze, il progetto è stato esteso a quello delle ostriche, grazie alla collaborazione con uno spin-off dell’Università Ca’ Foscari. “L’algoritmo – ha chiarito Bleve – consente di offrire informazioni as-a-service sotto forma di report: a produttori consegniamo settimanalmente indicatori generali sul peso delle ostriche, la loro crescita settimanale, la previsione a sette giorni, oltre a parametri ambientali sulla temperatura dell’acqua e il livello di clorofilla”.

Nell’ambito del progetto e-shape, organizzando progetti pilota in diversi stabilimenti del Mar Mediterraneo con la collaborazione delle associazioni di acquacoltivatori, l’adozione del servizio Rheticus Aquaculture è prevista estendersi nel Mediterraneo e nei mercati mondiali, in coprogettazione con gli utenti finali a seconda delle esigenze che le diverse aree richiederanno.

Monitoraggio inondazioni: il progetto Friend

Altro caso d’uso quello illustrato da Marco Folegani, co-fondatore e Ceo di Meeo, azienda attiva nell’elaborazione delle immagini satellitari e promotrice del progetto pilota Friend nell’ambito di e-shape. “L’iniziativa nasce con lo scopo di monitorare eventi estremi di inondazione con i dati satellitari – ha chiarito Folegani -, nel dominio dell’attività di monitoraggio disastri e gestione delle emergenze. In particolare, i dati satellitari vengono utilizzati per due attività specifiche: l’analisi dell’impatto degli eventi climatici estremi e la valutazione del rischio che questi possano ripetersi”.

Il percorso parte dall’analisi dei requisiti degli utenti: “In base ad essi – ha chiarito ancora il Ceo di Meno -, si analizzano e selezionano le informazioni che i satelliti e i prodotti derivati mettono a disposizione. Davanti a una quasi eccessiva disponibilità dati, fondamentale è infatti selezionare e ripulire il campo d’azione, prima di elaborare e generare prodotti informativi utili”. Quel che ne emerge sono elaborazioni originali che “aiutano a gestire le emergenze, in aree critiche dove non ci sono infrastrutture e popolazione è esposta a eventi. Un servizio che si inquadra in particolare nel campo della cooperazione internazionale e che è destinato, nello specifico, a decisori che necessitano di informazioni da utilizzare rapidamente sul campo”. Al contempo, Friend supporta anche utenti esperti di immagini satellitari “che possono utilizzare questo data space per sviluppare nuovi servizi per gli utenti grazie a un’attività di codesign”.

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