TECNOLOGIE SPAZIALI

Satelliti contro i gas serra: ecco il sistema che “fiuta” il metano

Alla Cop27 l’Onu lancia Mars, la piattaforma data-to-action che rileva dallo Spazio le emissioni e informa in tempo reale governi e aziende per facilitare le politiche green

14 Nov 2022

Paolo Marelli

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Mars (Methane alert and response system) è il nuovo sistema globale di rilevamento e di comunicazione delle emissioni di metano lanciato dall’Onu alla Cop 27 di Sharm El Sheikh in Egitto. Utilizzando i satelliti, la piattaforma data-to-action non solo assicura precisione nello scovare le emissioni di questo gas serra responsabile del 25% del cambiamento climatico, ma consente anche di informare governi e aziende in tempo reale affinché intervengano rapidamente per fermare tali “fughe”. Così come Mars offre supporto e monitoraggio dei passi necessari da compiere per contenere e azzerare le esalazioni di metano che danneggiano il Pianeta.

Piattaforma cruciale per politiche sostenibili

Questa piattaforma è stata istituita nell’ambito della strategia Imeo (International methane emissions observatory) dell’Unep (il programma delle Nazione unite per l’ambiente) allo scopo di ottenere dati rilevanti per mettere a punto politiche per la mitigazione delle emissioni.

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Mars integrerà i dati dei satelliti, che sono in continua espansione nell’ambito dell’osservazione della Terra, per le rilevazioni del metano anche a bassa emissione e più frequenti. Inoltre i dati su carbone, rifiuti, bestiame e riso saranno aggiunti gradualmente a Mars per supportare l’attuazione del Global methane pledge, l’iniziativa di Ue e Stati Uniti che è stata lanciata nel corso di Cop 26 nel 2021 che mira a ridurre le emissioni di metano sulla Terra.

Ridurre le emissioni di metano del 30%

Mars è una nuova iniziativa per aumentare gli sforzi globali per rilevare e agire sulle principali fonti di emissioni in modo trasparente e accelerare l’attuazione del Global methane pledge. Secondo l’Intergovernmental panel on climate change, è necessario ridurre le emissioni di metano di almeno il 30% entro il 2030, che è poi l’obiettivo del Global methane pledge.

Sviluppato nell’ambito del Global methane pledge energy pathway – con un finanziamento iniziale della Commissione Europea, del governo degli Stati Uniti, del Global methane hub e del Bezos earth fund -, Mars consentirà all’Unep di corroborare le emissioni rilevate grazie ai satelliti ad alta risoluzione per poi attribuire le emissioni a una fonte specifica. E sarà implementato anche con partner tra cui l’Agenzia internazionale per l’energia e la Climate and clean air coalition.

Limitare il riscaldamento globale a 1,5°C

“Come ha mostrato il rapporto Unep sul divario delle emissioni prima di questo vertice sul clima, il mondo è lontano dagli sforzi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C”, ha detto Inger Andersen, direttore esecutivo dell’Unep: “Ridurre le emissioni di metano può fare una grande e rapida differenza, poiché questo gas lascia l’atmosfera molto più velocemente dell’anidride carbonica. Il sistema di allerta e risposta al metano è un grande passo avanti nell’aiutare i governi e le aziende a raggiungere questo importante obiettivo climatico a breve termine”.

“Questo nuovo sistema di allerta e risposta sarà uno strumento fondamentale per aiutare tutti noi a rispettare il Global methane pledge”, ha aggiunto John Kerry, l’inviato presidenziale americano per il clima alla Cop 27.

Oltre a supportare Mars, il Global methane hub e il Bezos earth fund stanno fornendo finanziamenti per altre attività dell’Imeo di Unep. Questi includono studi di riferimento sulle emissioni di metano nel settore agricolo, in cui si prevede che l’integrazione di misurazioni del terreno su più scala con la capacità dei satelliti emergenti fornisca una migliore quantificazione.

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