IL RAPPORTO DELL’ONU

Cambiamento climatico, con i dati satellitari mappa più accurata

Il report elaborato dal Gruppo intergovernativo Ipcc quest’anno ha utilizzato, più che nelle precedenti edizioni, le informazioni provenienti dalle attività di Osservazione della Terra per fornire le prove dell’aumento del livello del mare, della crescita delle emissioni di gas serra e dello scioglimento dei ghiacciai

21 Mar 2023

Paolo Marelli

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I dati forniti dai satelliti sono sempre più fondamentali per studiare il cambiamento climatico perché, grazie all’osservazione della Terra, consentono di avere mappe più accurate sullo stato di salute del nostro pianeta. 

È questo uno dei punti chiave che emerge dal sesto rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Ipcc) appena pubblicato. 

L’allarme sul riscaldamento globale

Il report avverte che il pianeta si è già riscaldato di 1,1°C rispetto ai livelli preindustriali. Ciò ha provocato eventi meteorologici estremi più frequenti e intensi che stanno causando impatti sempre più pericolosi sulla natura e sulle persone in ogni regione del mondo. 

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Più ondate di caldo, precipitazioni più intense e altri eventi meteorologici estremi aumentano ulteriormente i rischi per la salute umana e gli ecosistemi. Per evitare le peggiori conseguenze, la comunità globale è stata chiamata a ridurre le emissioni di quasi la metà entro il 2030.

Osservazione della Terra cruciale

Il rapporto dell’Onu è stato redatto grazie alla raccolta di un numero maggiore di dati di osservazione della Terra rispetto alle sue precedenti edizioni. Dati che hanno fornito la “prova” fisica e oggettiva del cambiamento climatico della Terra: dall’innalzamento del livello del mare, alle crescenti emissioni di gas serra e allo scioglimento del ghiaccio marino.

Questo rapporto, che riunisce i risultati dei sei rapporti pubblicati in precedenza, fornisce una revisione completa della conoscenza globale del clima.

Cambiamento climatico: le prove dai satelliti

Le osservazioni satellitari hanno costituito una parte integrante della valutazione basata sull’evidenza degli impatti dei cambiamenti climatici sulla Terra, in particolare per le aree in cui le misurazioni in situ non sono disponibili.

Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di osservazione della Terra dell’Agenzia spaziale europea (Esa), afferma che “i registri climatici ci hanno mostrato che la finestra per agire si sta chiudendo: lo scioglimento dei ghiacciai, le recenti siccità e inondazioni in Europa, così come gli eventi meteorologici più estremi, ci dicono che è tempo agire ora”.

La direttrice Cheli spiega che il ruolo dell’Esa “è di fornire ai leader mondiali e ai responsabili politici i dati climatici, le applicazioni spaziali e le soluzioni in modo da raggiungere la neutralità del carbonio in tempo affinché il nostro pianeta possa prosperare di nuovo”.

Il ruolo chiave dell’Esa

L’Agenzia spaziale europea contribuisce, in particolare attraverso la sua Climate Change Initiative (Cci), a raccogliere set di dati di osservazione satellitare a lungo termine. Insiemi di dati che hanno fornito le prove fisiche del cambiamento climatico in corso e che sono stati cruciali per formulare quest’ultima valutazione sullo stato di salute dalla Terra.

Gli sforzi dell’Esa nel fornire le evidenze scientifiche necessarie per valutare il cambiamento climatico sono aumentate. Dalle edizioni precedenti del rapporto, è triplicato il numero di articoli che hanno contribuito al redazione finale dell’ultimo report, con 150 articoli creati dal Cci citati più di 400 volte. Oltre 30 ricercatori che lavorano a questa iniziativa dell’Esa hanno anche contribuito direttamente alla realizzazione di questo sesto rapporto.

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