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OneWeb, missione zero digital divide in Brasile: via a licenza per 15 anni

La società britannica ha ottenuto dall’Anatel il disco verde per debuttare sul mercato. E guarda anche al resto dell’America Latina dove le aree senza connettività sono numerose. Due stazioni per collegare la rete terrestre a quella satellitare

06 Lug 2022

Nicola Desiderio

OneWeb

OneWeb comincia a stendere la propria tela in America Latina grazie all’accordo che le permette di operare per 15 anni sul territorio del Brasile a seguito della licenza ricevuta dalla Agência Nacional de Telecomunicações (Anatel), l’ente regolatore del paese più esteso e popolo del Continente.

OneWeb, licenza e due gateway

L’accordo non solo permette di fornire ai clienti i servizi di connettività di uno degli operatori più grandi di Internet satellitare a banda larga, ma anche di sostenere i piani del governo di Brasilia per la digitalizzazione ed estendere l’infrastruttura di telecomunicazione per un paese che ha 215 milioni di abitanti su una superficie di 8,5 milioni di chilometri quadrati – il doppio dell’intera Unione Europea – la maggior parte priva di qualsivoglia infrastruttura. Per situazioni simili, i sistemi satellitari non-geostazionari rappresentano una grande opportunità di modernizzazione, a favore dei cittadini e delle imprese che operano o vogliono operare in queste aree. L’accordo prevede anche che il Brasile ospiti due delle stazioni di Terra – a Petrolina e Maricá che sarà realizzato da Telespazio – incaricate di gestire il segnale tra la rete terrestre è quella formata dalla costellazione di 428 satelliti che diventeranno 648 entro la fine dell’anno completando la prima fase del progetto.

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Dal Brasile in tutta l’America Latina

“L’ingresso di OneWeb nel mercato brasiliano è una pietra miliare significativa per il nostro percorso nella fornitura di servizi globali. Con la storica approvazione della licenza da parte della Anatel e con i nostri punti di accesso pianificati di Petrolina e Maricá, siamo in ora nella posizione più favorevole per continuare a perseguire la nostra missione centrale di fornire accesso migliore alla connettività per le comunità presenti in tutto il Sud America” ha dichiarato Sunil Bharti Mittal, executive chairman di OneWeb. “Il governo del Brasile ha fatto della chiusura del digital divide un priorità – ha aggiunto Christopher Casarrubias, che per OneWeb si occupa dei rapporti con i governi e gli enti regolatori in America Latina e nei Caraibi – fermamente riflessa nell’approvazione per la licenza a OneWeb. Abbiamo ora una spinta significativa per i nostri piani di dare al Brasile internet ad alta velocità e bassa latenza dal momento che il mercato dei satelliti è destinato a diversificarsi e a diventare sempre più dinamico negli anni a venire”.

Obiettivo: il digital divide di Sudamerica, Africa e Medioriente

L’importanza, l’ampiezza e la posizione geografica del Brasile fanno supporre che per OneWeb sia solo il punto di partenza per conquistare gli altri paesi dell’America del Sud e dei Caraibi. Seguendo la stessa logica, OneWeb ha firmato il 23 maggio scorso con l’egiziana Benya Group una lettera di intenti per lo sviluppo di una rete integrata di telecomunicazioni in Africa e Medio Oriente. Inoltre, al contrario di quanto sta facendo il concorrente SpaceX con Starlink, sta puntando all’integrazione con le reti 5G e 6G e, in collaborazione con Esa e l’agenzia spaziale britannica, ha già sperimentato un terminale supercompatto montato su un’autovettura e capace di ricevere un segnale 5G dallo spazio utilizzando i propri satelliti, sia quelli geostazionari sia quelli a bassa orbita.

OneWeb sta per prendere il volo

La compagnia britannica inoltre ha già iniziato le sperimentazioni con i velivoli: una con Gogo, società elvetica di servizi di connettività per l’aviazione, e l’altra con Stellar Blu, in corso negli USA su un Boeing 777. In entrambi i casi, la connettività è in grado di supportare filmati 4K e gaming VR in volo. I servizi dovrebbero diventare operativi intorno alla metà del 2023. OneWeb inoltre sta già pensando alla seconda generazione della propria costellazione e ha firmato con Relativity Space un accordo per oltre 1,2 miliardi di dollari per il lancio dei primi satelliti a partire dal 2025.

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