L'ALLARME

Osservazione della Terra, progetti a rischio a causa dei detriti spaziali

In occasione di un workshop organizzato dal Panel Stoa del Parlamento Europeo, esperti di diverse discipline hanno discusso la questione con i responsabili politici. Lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi frutto della convergenza fra le tecnologie digitali e spaziali apre al modello “space-as-a-service”. Ma l’accumulo dei debris potrebbe ostacolare l’esplorazione e lo sfruttamento dello Spazio

26 Feb 2024

Paolo Marelli

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L’osservazione della Terra potrebbe essere a rischio a causa dell’accumulo di detriti spaziali. Così come i rifiuti in orbita potrebbe ostacolare la futura esplorazione e sfruttamento dello spazio. Questioni scottanti per la space economy che sono state dibattute durante il workshop “Il futuro dello spazio – Il percorso sostenibile”. L’evento è stato organizzato dal gruppo Stoa (Scientiific and technological options assessment) del Parlamento europeo e esperti di diverse discipline hanno discusso di questo allarme con i responsabili politici.

Politiche Ue per lo spazio

L’industria spaziale è in rapida crescita. Questo crea sfide di sostenibilità ambientale, come l’impatto dei rientri, l’inquinamento luminoso che ostacola l’osservazione astronomica e l’impatto ambientale sulla Terra stessa. 

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Secondo il vicepresidente dello Stoa, il bulgaro Ivo Hristov,  questo dibattito è tempestivo, poiché la Commissione europea sta tenendo una consultazione pubblica su una bozza di legge sullo spazio, la cui adozione è prevista per il 2024. 

Nuova legge, tre pilastri

La nuova legge spaziale dell’Ue sarà strutturata attorno a tre pilastri principali: primo, la garanzia di un traffico satellitare sicuro, volto a mitigare il rischio di collisione causato dai detriti spaziali; secondo, un’infrastruttura spaziale dell’Ue resiliente, in particolare contro i cyberattacchi; terzo, operazioni spaziali sostenibili per garantire la capacità di utilizzare lo spazio come importante motore economico.

128 milioni di detriti in orbita

L’inquinamento spaziale si autoalimenta. Attualmente, più di 8.000 velivoli spaziali creano detriti scontrandosi con i detriti in orbita intorno alla Terra. Attualmente, 128 milioni di oggetti più grandi di 1 mm (di cui 34.000 più grandi di 10 centimetri e 900.000 più grandi di 1 centimetro) girano nello spazio a 7 km/sec.

L’Esa e la Carta zero debris

Poiché i detriti spaziali aumentano la luce nel cielo, ostacolano l’osservazione astronomica e danneggiano le radiofrequenze, che necessitano entrambe di un cielo buio e tranquillo. Un rapporto delle Nazioni Unite del 2023 ha identificato i detriti spaziali come uno dei punti critici del nostro pianeta, che potrebbe avere un impatto significativo sulle nostre vite.

L’Agenzia spaziale europea (Esa) svolge importanti attività di mitigazione dei detriti spaziali, tra cui la “Carta zero debris” per promuovere le garanzie di rimozione dei satelliti dall’orbita al termine del loro ciclo di vita.

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