BLUE JUSTICE

Pesca illegale, la Norvegia mette a disposizione i dati satellitari

Le informazioni verranno offerte gratuitamente ai 61 paesi poveri che rappresentano più di un terzo degli stati costieri mondiali. Il ministro norvegese per gli aiuti allo sviluppo, Beathe Tvinnereim: “Lotta alla criminalità importante per sviluppare un’economia marittima sostenibile”

08 Set 2023

Paolo Marelli

Schermata 2023-09-08 alle 12.01.34

La Norvegia aiuterà i Paesi poveri a combattere la pesca illegale nelle loro acque mettendo a disposizione gratuitamente i dati satellitari. Lo ha annunciato il governo di Oslo. 

Nell’ambito dell’iniziativa Blue Justice, lanciata per combattere i reati di pesca, 61 Paesi, che rappresentano più di un terzo degli Stati costieri del mondo, riceveranno i dati di identificazione delle imbarcazioni Ais raccolti dai microsatelliti norvegesi. 

Economia marittima sostenibile

“La lotta ai reati di pesca è importante per lo sviluppo di un’economia marittima sostenibile ed equa nei Paesi in via di sviluppo e la localizzazione dei pescherecci può essere uno strumento decisivo per questi Paesi”, ha spiegato il ministro norvegese per gli Aiuti allo Sviluppo, Beathe Tvinnereim. 

Satelliti puntati sull’Africa

I Paesi beneficiari potranno analizzare i dati autonomamente o avvalersi dell’esperienza di agenzie norvegesi specializzate, anch’esse a titolo gratuito. Secondo un rapporto pubblicato nell’ottobre 2022 dalla Ong Financial Transparency Coalition, l‘Africa ospita il 48,9% delle imbarcazioni coinvolte nella pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. 

Un danno per i Paesi poveri

Nel rapporto si legge ancora che queste pratiche illegali costano ai Paesi in via di sviluppo “miliardi di dollari” ogni anno e contribuiscono alla pesca eccessiva e all’impoverimento degli stock ittici.

Ecco perché “è assolutamente necessario che tutti i Paesi possano sfruttare le risorse marine in modo sostenibile. Senza una buona gestione della pesca rischiamo di distruggere le basi economiche per le generazioni future  – ha aggunto il ministro Tvinnereim -. Il cibo proveniente dagli oceani è una parte importante della lotta globale contro la povertà. Un mix di conflitti, crisi climatica, pandemia Covid-19 e prezzi alimentari record hanno portato a un raddoppio della fame negli ultimi due anni. Se condividiamo la nostra tecnologia e la nostra lunga esperienza nella gestione delle risorse marine in modo positivo per il futuro, ne beneficeranno diversi Paesi in via di sviluppo”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articolo 1 di 4