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Starlink, l’intelligence Usa: “Mosca studia un’arma segreta per sabotare il servizio”

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L’obiettivo delle forze armate russe sarebbe di bloccare la connessione Internet via satellite fornita dall’azienda di Elon Musk in Ucraina. Ma non è ancora chiaro a che stadio di avanzamento sia arrivato il progetto

Pubblicato il 20 Apr 2023

Nicola Desiderio

Ucraina Starlink

La Russia starebbe studiando un’arma informatica segreta per mettere fuori gioco Starlink, la rete Internet satellitare di SpaceX che sta fornendo supporto civile e militare a favore dell’Ucraina sui terreni di battaglia. Lo sostiene il quotidiano americano Washington Post che, in un articolo a firma di Alex Horton, cita un rapporto classificato dell’intelligence del Pentagono e diffuso sulla chat Discord.

Tobol è il suo nome

L’arma informatica si chiamerebbe Tobol e sarebbe uno strumento al quale Mosca starebbe lavorando da 10 anni con funzioni difensive decidendo nell’ultimo anno di convertirla in arma offensiva. Il documento non direbbe se l’arma sia stata già sperimentata e se abbia avuto successo, ma conferma quello che era stato già adombrato negli scorsi mesi e cioè che Starlink sia stata già oggetto di attacchi informatici da parte di Mosca.

Attacchi ripetuti

Era stato infatti lo stesso Elon Musk nel maggio scorso anno ad affermare che Mosca aveva intensificato i propri tentativi contro Starlink per neutralizzarlo. Anche Kostiantyn Zhura, un portavoce del Ministero della Difesa ucraino, lo ha confermato. Interpellati invece sull’argomento, il Pentagono e SpaceX non hanno voluto commentare. Anche l’ambasciata russa a Washington, interrogata a questo proposito, ha scelto il silenzio.

La variabile Starlink

Quel che è sicuro è però che Starlink è una spina nel fianco della Russia perché rappresenta una variabile inaspettata nel conflitto e ha permesso all’Ucraina non solo di mantenere un’infrastruttura di comunicazione civile, ma anche di disporre di un supporto formidabile per coordinare le operazioni militari sul campo. Un alleato dunque potente, invisibile ma, al contrario delle reti terrestri, materialmente indistruttibile.

Presente in sette complessi

Tobol conterebbe su una rete formata da almeno sette complessi, tutti posizionati in prossimità di altrettante strutture dedicate al tracciamento dei satelliti, secondo quanto sostenuto da un rapporto della Secure World Foundation (Swf), un gruppo privato che si occupa di sicurezza e sostenibilità spaziale. Alcuni di questi complessi ospiterebbero disturbatori mobili. Secondo l’Swf, in tre di questi – a Shcholkovo vicino Moska, Pionerskyi nell’enclave russa di Kaliningrad e nel Donetsk – sarebbero stati effettuati nel settembre scorso i test offensivi nei confronti di Starlink.

Due modalità di disturbo

Secondo gli stessi analisti, sistemi come questi possono agire in due modi diversi: prendendo di mira i satelliti direttamente attraverso quello che viene definito come uplink jamming, ovvero disturbo del segnale che va da terra verso i satelliti, o a terra, dove si trovano i ricevitori dei segnali. In questo caso si parla di downlink jamming ovvero di disturbo del segnale che va dai satelliti ai dispositivi a terra.

Colpire il segnale in salita

La Secure World Foundation ritiene che Tobol operi attraverso l’uplink jamming mescolando il segnale trasmesso da terra, distorcendo le informazioni che arrivano al satellite e, di fatto, bloccando il comando che proviene dal suolo. Per fare questo occorre che il disturbatore si trovi in prossimità dell’origine del comando. Si ritiene che questo disturbatore si trovi vicino a Bakhmut, nella zona in cui a guerra ha visto i combattimenti più duri negli ultimi mesi.

Dalla difesa all’offesa

Una degli aspetti più sorprendenti di Tobol è però un altro. Già nel 2020 infatti alcuni ricercatori, tra cui il belga Hendrickx e la rivista Space Review, avevano affermato che le caratteristiche tecniche di questo strumento informatico difensivo per i satelliti russi lo avrebbero potuto trasformare in offensivo contro i satelliti di una potenza straniera. Secondo Hendrickx e altri analisti, che avevano consultato i documenti relativi a Tobol, siglati 14Ts227, tale potenziale era chiaro.

Starlink è vulnerabile?

Tobol infatti agisce con segnali disturbo per proteggere i satelliti russi e dunque può usare le stesse capacità per disturbare satelliti stranieri. Il fato che i satelliti Starlink siano poi relativamente vicini alla superficie terrestre li rende potenzialmente più attaccabili di altri operanti ad orbite superiori. Allora i russi avrebbero trovato il modo di neutralizzare i satelliti di SpaceX? Non proprio perché a difendere la costellazione sarebbe la sua stessa molteplice natura.

La spina dorsale digitale

Riuscire a disturbare decine se non centinaia di satelliti contemporaneamente non è certo cosa facile, ma è probabile che Tobol potrebbe essere in grado di disturbare Starlink almeno parzialmente e momentaneamente con effetti non certo positivi per l’esercito ucraino. L’impossibilità, anche temporanea, di coordinare le forze sul campo da parte di Kiev porterebbe ad un indebolimento militare dell’Ucraina minando l’elemento che finora ha permesso ad un esercito più piccolo di fronteggiare una macchina militare come quella russa.

Il modello ucraino

Tale capacità, che rappresenta un caso per tutti gli studiosi di questioni militari, ha portato a parlare di un modello di difesa e combattimento ucraino da prendere come esempio e che ha come caratteristica principale il fatto di avere un esercito digitale e connesso in rete con i servizi di intelligence (formato anche dai civili) e con le armi. La colonna portante di questo sistema è una fitta rete satellitare a banda larga come è Starlink. Qualora questa rete fosse neutralizzata almeno in parte, questo modello riceverebbe un contraccolpo forse fatale con esiti per il conflitto che è possibile immaginare.

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