L’INTERVENTO

Piemonte, Marsiaj: “L’innovazione passa dalla contaminazione fra automotive e aerospazio”

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Il presidente dell’Unione Industriali Torino: “La Città dell’aerospazio, di cui è stata da poco posata la prima pietra, nasce anche con l’obiettivo di mettere in comune diverse tecnologie”

Pubblicato il 02 Gen 2024

Giorgio Marsiaj

“Oggi l’innovazione passa anche attraverso la contaminazione tra differenti settori industriali, come automotive e aerospazio, che permette di mettere in comune diverse tecnologie. La Città dell’aerospazio, di cui è stata da poco posata la prima pietra, nasce anche con questo obiettivo”. Così il presidente dell’Unione industriali di Torino, Giorgio Marsiaj, nella lettera di fine anno agli associati.

Senso di responsabilità e realismo

È il momento del senso di responsabilità e del sano realismo – sostiene Marsiaj nel suo intervento –. L’Italia continua ad avere una economia non soddisfacente, con una crescita asfittica, anche perché constatiamo tristemente che si tarda a varare le vere grandi riforme: pubblica amministrazione, concorrenza, rapidità della giustizia. E infine, uno dei problemi più gravi ancora irrisolti, una elevatissima evasione fiscale che, secondo la Banca d’Italia, sfiora i 100 miliardi di euro”.

Tre sfide per Torino e il Piemonte

Il numero uno degli industriali di Torino scrive che adesso c’è la necessità di “invertire al più presto la tendenza alla crescita zero o sottozero della popolazione, altrimenti tutti i discorsi su economia, industria, lavoro, formazione fra vent’anni saranno inutili, perché ci saranno poche persone ad ascoltarli e soprattutto a tradurli in azioni”. Marsiaj indica per Torino e il Piemonte tre fattori principali “sui quali si gioca il futuro e che mettono, di nuovo, alla prova il nostro coraggio, la nostra intraprendenza: l’intelligenza artificiale, i microchip e la crescita dimensionale“.

Il Centro per l’intelligenza artificiale

Per l’intelligenza artificiale “finalmente il governo ha deciso di insediare a Torino il centro promesso ormai anni fa e di cui si erano perse le tracce – spiega -. Non c’è ancora una sede, ma è stato varato lo statuto della Fondazione. Siamo fiduciosi e confidiamo che ciò avvenga in tempi brevi, quelli delle imprese. Quanto ai microchip, come per il gas o l’energia, ci siamo accorti della loro importanza quando hanno iniziato a scarseggiare. Nessun processo aziendale può più farne a meno, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa”.

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