Arianespace e ClearSpace, accordo per la prima missione nel 2026

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Il vettore europeo Vega-C porterà in orbita il “ragno” incaricato di recuperare il relitto di un modulo Vespa e di trascinarlo verso l’atmosfera favorendone la disintegrazione. La missione finanziata dall’Esa per 117 milioni potrebbe essere la pietra angolare della circular space economy europea

Pubblicato il 11 Mag 2023

Nicola Desiderio

Arianespace ClearSpace

Sarà un razzo Vega-C di Arianespace a portare in orbita nel 2026 la prima missione di rimozione attiva di detriti spaziali ClearSpace-1, una sonda robotizzata provvista di quattro bracci che aggancerà il detrito e lo porterà a deorbitare disintegrandosi durante il rientro nell’atmosfera.

A caccia del Vespa

La missione, già pianificata da tempo e finanziata dall’Esa con 117 milioni di euro, sarà dedicata alla rimozione di un Vespa (Vega Secondary Payload Adapter), un modulo lasciato da una missione Vega nel 2013 e che ha una massa di ben 112 kg. Il Vega-C provvederà a rilasciare in orbita eliosincrona bassa il ClearSpace-1 che, una volta effettuati i test di rito e messo in servizio, raggiungerà il Vespa a 660 km di altitudine per il rendez-vous, lo aggancerà e lo trascinerà lungo una traiettoria che ne favorirà la distruzione.

Procedure da verificare

In questo modo, oltre a rimuovere un relitto di dimensioni considerevoli, saranno validate le procedure e le tecnologie che ClearSpace sta mettendo a punto da anni, anche in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Italiana (Asi) e britannica (Uksa). L’Esa ha già avviato progetti dal 2019, l’Uksa ha l’obiettivo di essere leader nel segmento della space economy circolare e l’Asi ha già formato un consorzio per fare altrettanto nel settore dei servizi di deorbitamento con i fondi del Pnrr.

Fari puntati sulla missione

Nella missione ClearSpace-1 si concentra dunque l’attenzione scientifica ed industriale di più attori. E non solo da questo lato dell’Atlantico. ClearSpace infatti si prepara infatti ad aprire una sede in Usa e ha stabilito un’alleanza con LeoLabs, realtà specializzata nella Space Situational Awareness (Ssa). L’annuncio della missione arriva a meno di quattro mesi della Key Performance Gate 1, ovvero il via libera da parte dell’Esa per il prototipo del ClearSpace-1 dopo il test effettuato all’Estic.

Numeri in crescita

“Sopra la nostra testa, attualmente ci sono oltre 34.000 detriti spaziali di oltre 10 centimetri e circa 6.500 satelliti operativi in ​​orbita, un numero che dovrebbe salire a oltre 27.000 entro la fine del decennio… Queste cifre dimostrano la necessità di affrontare la questione al fine di salvaguardare i benefici per l’umanità nel lungo periodo, supportando così un utilizzo sostenibile dello Spazio”, ha affermato Stéphane Israël (a destra nella foto), ceo di Arianespace.

Necessità ineluttabile

“Siamo molto entusiasti di questo accordo con Arianespace. Questo garantisce l’accesso di ClearSpace allo spazio per la nostra pionieristica missione di rimozione dei detriti spaziali. La missione ClearSpace-1 dimostra un punto di svolta nell’industria spaziale poiché abbiamo urgente bisogno di apportare soluzioni a un problema fondamentale: stiamo introducendo oggetti nello spazio più velocemente di quanto non vengano rimossi”, ha affermato Luc Piguet (a sinistra nella foto), ceo e co-fondatore di ClearSpace.

La circular space economy

Il razzo Vega-C con a bordo i 700 kg del ClearSpace-1 partirà dalla base di Kourou, nella Guyana francese e, se la tecnologia messa a punto dall’azienda svizzera dovesse funzionare, si potrebbe avviare un programma di “pulizia” dello spazio dando la spinta ad un settore industriale che riceverà linfa dal vertiginoso aumento del numero di satelliti intorno alle orbite terrestri.

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