LA MISSIONE

Artemis, il lancio sulla Luna lancio (di nuovo) rinviato

Una tempesta tropicale stoppa la messa in orbita prevista per il 27 settembre. Il razzo Sls e la navicella Orion trasferiti nell’hangar di assemblaggio: i tempi si allungano. Intanto sono stati superati i test per la perdita di idrogeno

26 Set 2022

Paolo Marelli

Sospeso il lancio di Artemis 1 previsto per il 27 settembre a causa della tempesta tropicale Ian. A causa del maltempo che si sta dirigendo verso Cape Canaveral in Florida, la Nasa ha fermato il conto alla rovescia. Si allungano così i tempi per il decollo della missione lunare senza equipaggio che farà da apripista al ritorno degli astronauti sulla Luna nel 2025.

Dopo due tentativi di lancio falliti (il 29 agosto e il 3 settembre) per una perdita di idrogeno liquido e dopo vari test per superare quest’ostacolo, ora l’agenzia spaziale americana potrebbe trasferire con ogni probabilità il razzo lanciatore Sls, sul quale è integrata la navicella Orion con a bordo tre manichini, dalla rampa 39B del Kennedy Space Center all’edificio di assemblaggio Vab (Vehicle assembly building) per proteggerlo dalla tempesta. Uno spostamento che però renderebbe difficile il nuovo tentativo di lancio previsto nella seconda metà di ottobre.

Perdite di idrogeno, test superati positivamente

Il maltempo ha bloccato il lancio di Artemis 1, dopo che i tecnici della Nasa era riusciti ha superato i problemi con le perdite di idrogeno e si erano assicurati una deroga per l’Fts, il sistema che consente a un razzo di terminare il proprio volo in modo controllato.

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Riguardo ai possibili danni che la tempesta tropicale potrebbe causare al razzo se lasciato ancorato alla rampa, John Blevins, ingegnere capo di Sls, è fiducioso: “Abbiamo un veicolo piuttosto robusto e dovremo solo continuare a guardare le previsioni meteo per vedere se rientriamo nei nostri parametri certificati”.

Al di là della questione meteo, Blevins ha spiegato che grandi passi avanti sono stati fatti in queste settimane per imparare a caricare al meglio i propellenti nel veicolo, un’operazione che richiede molta pratica. “A volte ci vuole un po’ per scoprire i punti di stabilità”, ha aggiunto l’ingegnere.

Dall’agenzia spaziale americana hanno detto di essere soddisfatti del test di caricamento del carburante con il nucleo del razzo e gli stadi superiori pieni di idrogeno liquido e ossigeno liquido. La Nasa ha confemato che il test ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Così Brad McCain, vicepresidente e direttore generale del Jacobs space operations group: “Siamo molto contenti dei risultati. Siamo molto ottimisti riguardo al nostro prossimo tentativo di lancio”.

Sì alla deroga per il sistema Fts del razzo

La delusione per la sospensione del lancio del 27 settembre è ancora maggior dopo che la Nasa aveva anche superato un altro ostacolo: l’agenzia spaziale si era assicurata una deroga dalla Us Space Force, che gestisce l’Eastern Range, per il sistema Fts che consente di terminare il volo di un razzo in maniera controllata e sicura. Sebbene quel sistema fosse stato certificato solo sino alla fine della precedente finestra di lancio che si è conclusa all’inizio di settembre, la Nasa aveva dimostrato dati alla mano che il sistema sarebbe stato ancora operativo in caso di lancio del veicolo a fine settembre o inizio ottobre.

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