SOSTENIBILITÀ SPAZIALE

MicroHetSat, in orbita il satellite elettrico prodotto da Sitael

Realizzato per conto dell’Asi, è un vero “ascensore spaziale” che permette, a consumi ridotti, manovre impensabili fino ad ora per i piccoli satelliti, evitando rischi di collisione e mitigando il problema dei detriti orbitali

11 Mar 2024

Paolo Marelli

MicroHetSat Sitael

È in orbita MicroHetSat, il primo satellite completamente elettrico e al 100% made in Italy, realizzato per l’Agenzia spaziale europea nella fabbrica di Sitael a Mola di Bari. Questo satellite continua con successo la sua missione nello Spazio dopo il lancio con SpaceX lo scorso 1° dicembre. Sitael è la più grande azienda spaziale italiana a capitale interamente privato ed è parte di Angel Holding il cui presidente è Vito Pertosa. 

Un “ascensore” spaziale

MicroHetSat, satellite del peso di 75 chili, “è stato reso possibile anche da una rete di aziende italiane che hanno fornito alcuni elementi del satellite e dalla collaborazione con il Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira) per una parte della qualifica spaziale – si legge in una nota -. Grazie ad un motore al plasma, MicroHetSat è un vero ascensore spaziale che permette, a consumi ridotti, manovre impensabili fino ad ora per i piccoli satelliti, evitando rischi di collisione e mitigando il problema dei detriti orbitali, con importanti risvolti sulla sostenibilità nelle attività spaziali”. 

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Satellite made in Italy

Marco Molina, managing director sales and products di Sitael, spiega che “tutti gli elementi chiave del satellite, dal computer di bordo al sistema di controllo, dai pannelli solari agli alimentatori fino alla propulsione elettrica, sono stati realizzati dai nostri ingegneri e tecnici. Le operazioni del satellite ora entrano nel vivo e proseguono con successo dalla sala operativa nella sede Sitael di Forlì. Siamo l’unica azienda italiana ad avere questa capacità a 360 gradi di produrre, lanciare ed operare satelliti sopra i 50 chili”. 

Investimento dell’Asi

La missione – continua Molina – è stata resa possibile dall’investimento dell’Agenzia spaziale italiana attraverso un contratto con l’Esa. La Regione Puglia, attraverso misure specifiche di supporto alle imprese innovative come la nostra nel corso degli anni, ci ha permesso di realizzare alcuni prototipi dei sottosistemi del satellite e parte della fabbrica dove MicroHerSat ha preso vita. Espanderemo la fabbrica nel 2024 con un investimento di Sitael e dell’Asi”. 

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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