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Nanosatelliti: in orbita Spirit, la creatura australiana con il made in Italy a bordo

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Il primo satellite dell’Agenzia spaziale australiana vanta il contributo dell’Agenzia spaziale italiana che ha fornito Hermes, un rilevatore di raggi X a caccia di “fuochi d’artificio” cosmici. Il progetto prevede a regime una costellazione di sette nanosatelliti

Pubblicato il 04 Dic 2023

Spirit

Lanciato con successo il nanosatellite Spirit (Space industry responsive intelligent thermal) frutto della partnership tra l’Asi (Agenzia spaziale italiana), l’Università di Melbourne e l’Agenzia spaziale australiana. 

Il nanosatellite Spirit è stato mandato in orbita dalla base di Vandenberg in California, utilizzando un razzo Falcon 9 di SpaceX. Il decollo è avvenuto quando in Italia erano le 19:43 del 1° dicembre 2023. Ora il nanosatellite si trova su di un’orbita polare a 513 km sopra la Terra.

A bordo c’è Hermes

Spirit è il primo satellite australiano a portare uno strumento scientifico fornito da una agenzia straniera: si tratta di Hermes un rilevatore di raggi X dell’Agenzia spaziale italiana che avrà il compito di cercare lampi di raggi gamma che si creano quando le stelle muoiono o si scontrano e per un momento emettono più energia di un’intera galassia.

Costellazione di 7 satelliti

Spirit è di fatto quindi il primo di una costellazione di sette nanosatelliti chiamata Hermes Scientific Pathfinder Constellation che, quando completata dagli elementi in sviluppo da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana, sarà alla ricerca di questi “fuochi d’artificio” cosmici.

Asse Italia-Australia

Il nanosatellite è stato sviluppato da un consorzio guidato dall’Università di Melbourne e dall’Asi, composto da Inovor Technologies, Neumann Space, Sitael Australia e Nova Systems in Australia, nonché dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Fondazione Bruno Kessler, Università di Tubinga e i loro partner per lo sviluppo del carico utile Hermes. L’Agenzia spaziale australiana ha sostenuto il progetto con finanziamenti di quasi 7 milioni di dollari australiani.

Nuovi progetti in cantiere

Il presidente dell’Asi, Teodoro Valente, anticipa che la partnership tra Agenzia spaziale italiana e i partner in Australia “presto si arricchirà di nuove iniziative legate anche al tema del rilevamento e monitoraggio di oggetti spaziali ‘near-earth’. Questa collaborazione ha permesso al primo dei nostri rilevatori Hermes di volare, raccoglierà dati scientifici utili e ci aspettiamo di imparare molto durante il suo funzionamento in orbita”.

Maggiore comprensione dell’Universo

Mentre Michele Trenti dell’Università di Melbourne, spiega che “Spirit è uno dei nanosatelliti più sofisticati al mondo, con il potenziale di scoprire informazioni entusiasmanti sull’Universo in aree di indagine tradizionalmente svolte da satelliti molto più grandi”. Per il capo dell’Agenzia spaziale australiana, Enrico Palermo, “queste missioni spaziali scientifiche migliorano la comprensione dell’Universo, facendo avanzare al contempo le competenze tecnologiche critiche in settori quali la produzione avanzata e l’intelligenza artificiale”. Chiude Fabrizio Fiore dell’Inaf: “Portare Hermes dalla progettazione al volo in poco più di quattro anni è emozionante e non vediamo l’ora di osservare i primi fotoni dall’orbita, grazie alla cooperazione con l’Australia”.

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