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SpaceX, Arabia Saudita e Emirati pronti a finanziamento multimiliardario

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È quanto emerge da indiscrezioni secondo cui a investire nella compagnia di Elon Musk si preparerebbero un’unità del Fondo dell’Arabia Saudita e un’azienda con base ad Abu Dhabi. La valutazione sarebbe intorno ai 140 miliardi

Pubblicato il 23 Mar 2023

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Un ramo del fondo di investimento dell’Arabia Saudita e una società con sede ad Abu Dhabi stanno pianificando di investire in SpaceX, la società spaziale di Elon Musk. Si tratterebbe di un finanziamento multimiliardario. È quanto riferisce la Reuters, citando come fonte “The Information”, la nota pubblicazione americana sul settore tecnologico, secondo la quale l’azienda produttrice di razzi sarebbe stata valutata circa 140 miliardi di dollari (128 miliardi di euro).

SpaceX rastrella finanziamenti

SpaceX ha già raccolto 2 miliardi di dollari nel 2022 81,8 miliardi euro) e 2,6 miliardi di dollari (2,4 miliardi euro) nel 2020, secondo quanto ha reso noto la società di venture capital Space Capital.

Mentre nel quartier generale di SpaceX ad Hawthorne in California le bocche sono cucite, Morgan Stanley ha rivelato agli investitori che la Water and Electricity Holding Company dell’Arabia Saudita, parte del fondo sovrano del paese, e Alpha Dhabi degli Emirati Arabi Uniti farebbero parte del round per il finanziamento della società di Musk.

Satelliti Starlink V2 mini: guai in orbita

Intanto, il primo set di satelliti Starlink V2 mini di seconda generazione sta riscontrando dei problemi, tanto che SpaceX potrebbe deorbitarne alcuni.

In un tweet del 22 marzo, è stato lo stesso Elon Musk ad affermare che ci sono stati “alcuni problemi” con il set di satelliti Starlink lanciato il 27 febbraio.

“Molta nuova tecnologia in Starlink V2, quindi stiamo riscontrando alcuni problemi, come previsto”, ha twittato il miliardario fondatore di SpaceX: “Alcuni satelliti saranno deorbitati, altri saranno testati a fondo prima di aumentare l’altitudine sopra la Stazione Spaziale”.

Un problema di altitudine orbitale

I 21 satelliti, noti collettivamente come Gruppo 6-1, hanno iniziato a sollevare le loro orbite un paio di giorni dopo essere stati dispiegati a quasi 370 chilometri di altitudine e raggiungendo 380 chilometri. Comunque sempre al di sotto della Stazione Spaziale Internazionale che è in un orbita tra 415 e 420 chilometri.

Ma a iniziare dal 15 marzo, la loro altitudine orbitale ha iniziato a diminuire a velocità variabili, scendendo a circa 365 chilometri. Tutti e 21 i satelliti rimangono in orbita, ma questo comportamento insolito ha spinto a ipotizzare  che si siano dei problemi tecnici.

Più piccoli e più leggeri 

Lanciati a fine febbraio da Cape Canaveral in Florida, i satelliti Starlink V2 mini (dal peso di 800 chili) sono una versione più piccola di quelli che dovranno essere i definitivi V2 (dal peso di 1.200 chili), progettati per essere lanciati con il futuro grande lanciatore Starship. 

Questa versione più piccola dei satelliti Starlink di seconda generazione sono dotati di un nuovo sistema di comunicazione per consentire connessioni internet agli smartphone, un servizio su cui esistono già accordi con T-Mobile.

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